venerdì 10 maggio 2013

Smart City alla Novese

Nel leggere con attenzione le numerose definizioni che sparse per il web, identificano definendo la città intelligente del futuro, non ho potuto fare a meno di mettere a confronto queste definizioni con la storia e dunque con il passato. Quasi a trovare, e di fatto, a mio avviso c'é ed é terribilmente evidente, il conformarsi di tali definizioni con la topografia delle città romane prima e medioevali poi.

Se analizziamo la formazione topografica di una città romana, o anche della disposizione degli accampamenti romani, vi troviamo che la linearità delle strade che permettevano un rapido e preciso spostamento al suo interno, corrisponde alla definizione di efficienza ed efficacia richiesta da molte definizioni di città intelligenti nel concetto di logistica degli spostamenti.
Possiamo osservare quanta similitudine vi sia nello spostamento delle cose sia delle persone se confrontiamo le bighe(2,4,6 cavalli) ed i carri dell'epoca(buoi), con il traffico privato e quello pubblico auspicato nelle varie definizioni sull'argomento.

  Se spostiamo l'attenzione poi , sulla comunicazione, sulla sicurezza e sulla celerità ed efficacia che alcuni accampamenti e città avevano, troviamo che alcune definizioni, sembrano essere copiate di sana pianta, fatte le debite differenze dei mezzi usati.
Ma non finisce qui, l'archeologia del tempo ci riporta che i romani per scaldare le loro case, usavano far attraversare i pavimenti da intercapedini in cui veniva forzata l'aria calda arroventata da una fornace che veniva usata per la cucina e per scaldare l'acqua calda usata nelle case. Certo non tutte erano così dotate( ville patrizie e di importanti personalità), ma qui è il concetto che conta. Allo stesso modo le case(ville) ci sono state tramandate con efficienti sistemi di ventilazione che avevano il compito di arieggiare e mantenere fresca la casa nei periodi caldi dell'anno, senza contare lo studio delle disposizioni delle stesse case o in alcuni casi dell'intera città. 
Se osserviamo ancora le coorti, che le lineari strade disegnavano, quest'ultime, al loro interno, erano permeate di passaggi che mettevano in rapida comunicazione ogni casa che componeva la coorte, quasi a formare una rete nella rete delle strade che disegnano la città nel suo insieme (anche se a ben guardare, sono molte le similitudini fra un microprocessore e la pianta di una tipica città romana).
Questo modello di efficienza, vede la sua crisi, nonostante la presenza di un fossato e delle mura a protezione lungo tutto il suo perimetro, con l'avvento delle invasioni barbariche.
Infatti, mi si passi il concetto, assistiamo alla prima immissione di un virus in un sistema che, ritenuto perfetto (nella forma e nella cultura di comunicazione e scambio), si rivela troppo aperto e indifeso di fronte al caos che tali invasioni portano. La civiltà romana crolla di fronte a tale forza e a tale devastante intrusione di caos, che l'ordine e la civiltà costituita, si sfalda e di fatto viene cancellata. Ci vorranno secoli perché si veda rifiorire una nuova e vaccinata civiltà che nostalgica di quella romana, rifacendosi a quel mito, ne crea un'altra che approda ad altre concezioni e sistemi di vita. Parliamo infatti, della civiltà del medio evo.
In questa epoca, che nasce dalle ceneri di una civiltà che muovendosi sul culto di quella greca, era pervenuta ad un finissimo ed efficiente modello di civiltà se lo si vede dal punto di vista comunicativo (efficienti reti stradali e di trasporto) ed educativo( la cultura ellenica trova,  la sua massima realizzazione in quella romana,  con la costituzione di scuole filosofiche e di comunicazione del sapere comune).
Si assiste di fatto in un primo momento ad una chiusura totale in isole di sopravvivenza che (prima con l'imbarbarimento degli usi e dei costumi e poi con la pestilenza) raccolgono in conventi e monasteri, con i sopravvissuti, anche quanto resta della passata cultura e dunque in agglomerati urbani chiusi all'esterno, che si sviluppano culturalmente, in arti figurative e copiature di testi sacri e non di cui molti arrivano anche ai giorni nostri.
Sistemi chiusi e scollegati con il mondo esterno autosufficienti e ripetitivi nella sostanza, che in effetti presentano ben poche novità evolutive.
Infatti, occorre aspettare tempi migliori nei quali finalmente si esce da questi sistemi e si avventura nell'ambiente circostante con la nascita di una nuova concezione di città in cui iniziano a convivere, le diverse anime laiche e religiose e da questa commistione, nasce un modello di città che eredita la chiusura conventuale, infatti sono chiuse da alte mura di cinta e fossati, a ribadire un isolamento dall'esterno, ma una finalmente variegata rappresentanza interna delle diverse anime, che già premono per un maggiore scambio con altre città di fatto collegate da interessi momentanei e dalla linfa vitale e prolifica che è il commercio fra di loro.
Questa è di fatto la causa e la linfa di vita vera che costringerà ad avere scambi e lotte fra le città e dunque indotte allo sviluppo del commercio a comunicare e scambiare insieme alle merci, la cultura e l'informazione riprende a circolare. Questa è la spinta che indurrà al miglioramento dei mezzi di trasporto, del sistema viario e della sicurezza dei trasportati; infine alla apertura delle menti di pari passo al commercio, potente leva di comunicazione ed espansione.
Bene, ora, spiego perché tutta questa manfrina sulle città romani e sulle città medioevali.
In onore al principio per il quale ogni cosa deve avere un fine e dunque un utilizzo che sia orientato al benessere della nostra bella città di Novi, invito ad una riflessione sulla conformazione topografica in cui ho avuto modo di osservare la presenza effettiva delle due strutture, sia la Romana, sia quella medioevale.
Da questo ho ritenuto partire per avere a ragion logica una precisa visione in cui calare il discorso di città intelligente per la nostra città; infatti non è possibile prescindere dalla sua conformazione topografica, se si vuole fare un serio discorso proposta di Smart City per novi ligure.
Novi ligure ha entrambe queste conformazioni, Il centro storico, con la sua conformazione ovoidale, le strade curve e tortuose ricordano la tipica città medioevale, mentre il resto della città, più moderno ma al contempo più conforme alla pianta romanica, inducono ad un esame profondo e diverso, se si vuole studiare un sistema integrato ed efficace di Smart  City, con tutte le sue prerogative di applicazione globale.
Ripartiamo dunque, dalla definizione ufficiale che identifica il concetto più appropriato di Smart City: " una città può dirsi intelligente se è tecnologica ed interconnessa, pulita, attrattiva, rassicurante, efficiente, aperta, collaborativa, creativa, digitale e green (da Meet The GURU Media, Carlo Ratti)" .
Volendo essere più sistematici possiamo rifarci alla definizione della Comunità Europea per la quale il grado di intelligenza di una città dovrebbe essere valutato secondo 6 assi: economia (economy), mobilità (mobility), ambiente (environmental), persone (people), tenore di vita (living) e governo (governance) (da European Smart Cities).
Un miglioramento in queste direzioni può essere raggiunto attraverso investimenti in modelli di sviluppo economico sostenibile, infrastrutture di comunicazione tradizionali (trasporti) e moderne (ICT), una saggia gestione delle risorse naturali, la valorizzazione del capitale umano e sociale, l'attenzione alla qualità della vita e il governo partecipato (da Wikipedia).
Possiamo dire che di fatto siamo in presenza di una definizione che prevede alla sua base un ampio "sistema riproducibile", poiché se uno degli assi citati sopra non fosse riproducibile, viene a mancare la visione di insieme che sostiene il più completo concetto di Città Intelligente.
Quanto sopra, conviene spiegarlo in qualche modo e qui di seguito ci provo, partendo dal presupposto, che data la complessità dell'argomento va comunque preso per settori od aree, senza mai dimenticare il quadro complessivo.
l'ambiente ed il suo uso; sappiamo che l'uomo in quanto tale tende ad usare ( o meglio dire ad abusare) l'ambiente in funzione delle sue necessità. Vi costruisce una casa, si dota di servizi ausiliari e sfrutta il terreno per una miriade di altre necessità. Dunque siamo di fronte ad un uso e consumo esagerato dell'ambiente che (per fortuna, non si ribella, ma chiede che venga rispettato) non essendo nostro è solo in uso.
La necessità di un riparo sicuro è fisiologico, non lo è quando si va a costruire senza alcun criterio e solo per lucro. Il costruire strade e ponti, depredando risorse naturali per trasformarle in colate di cemento e asfalto, stride, con la necessità di dotarsi di strutture per la mobilità e la libera circolazione delle merci.
Dunque si profila un uso del territorio che deve necessariamente essere a misura e non debordare in mostruosi profili di città alveari o deturpanti nastri di asfalto per facilitare un trasporto il cui unico scopo è scaricare miasmi inquinanti e velenosi per l'ambiente.
Ora in questa ottica, vien da se, che occorre rivedere il concetto di costruzione di casa, che prevede un utilizzo di naturali materiali che aumentino l'efficienza termica e coibentante e nello stesso tempo tendano alla auto sufficienza energetica attraverso l'uso di metodi di captazione energetica naturale ( sole – vento – correnti aree indotte – pannelli fotovoltaici, ecc.) da usare per l'uso della unità abitativa condividendone il surplus di tali energie con altri.
Materiali e sistemi la cui trasportabilità in termini di uso ( ecco il concetto di sistema ripetibile), sia applicabile anche all'esistente, limitando al massimo le costruzioni ex-novo, se non quelle che sperimentando nuove tecniche, siano ricerca e laboratorio di nuovi sistemi costruttivi.
Immaginiamo qui, un efficiente sistema di rete informatica il cui scopo sia quello di fornire a questi agglomerati condominiali o semplici case che lo desiderano un collegamento di rete (sub-rete) condivisa fra loro e collegata alla rete città ed abbiamo completato  un  primo elemento ripetibile di città intelligente.
Il sistema dei trasporti, specificatamente a quello urbano, occorre avere il coraggio di indurre e quindi obbligare la popolazione ad un uso di mezzi pubblici, unici autorizzati alla circolazione nei perimetri urbani (storici oppure no), relegando alla periferia i mezzi privati. 
Il mezzo pubblico è la via perché vi sia presa di coscienza del rispetto dell'ambiente e dunque dell'uomo;  forzare l'uso di mezzi le cui caratteristiche ( combustione, forma e silenziosa accessibilità topografica delle strade, capillarità di passaggi) siano adeguati all'ambiente in cui vengono usati senza offenderlo.
Se immaginiamo di abbinare a questo tipo di mezzo pubblico un efficiente sistema informatico che adegua la frequenza dei passaggi ( su richiesta o mediante rilevamento delle presenze alle fermate, con una informazione in tempo reale, comunicata ai punti di raccolta intelligentemente collocati, che interagiscono fra  l'utente ed il sistema di trasporto e ne gestiscono le richieste) alle necessità contingenti di richiesta, avremo ideato e posto in essere un sistema ripetibile e dunque un secondo elemento fisso della città intelligente.
A questo, necessariamente, deve essere abbinata una nuova concezione di parcheggi che vanno relegati alla periferia della città e forniti di unità di collegamento che non fanno rimpiangere il rinunciare all'uso del proprio mezzo, ma lo relegano ad un uso specifico di collegamento fra agglomerati urbani.
Pur tenendo in debito conto che questo concetto di trasporto di persone, potrebbe avere sviluppi non indifferenti anche nell'extra urbano, se diligentemente, si riorganizzasse la rete dei trasporti e dunque prendesse piede e sviluppo un nuovo sistema di trasporto di persone e cose ( la ripetibilità dei sistemi in realtà diverse) che privilegiasse mezzi ad impatto zero e si sfruttasse meglio quello su rotaia, anche qui con un nuovo sistema di organizzazione che attento al rispetto delle persone, desse esempio di puntualità e frequenza con fermate anche  cittadine. Elementi semplici ma necessari alla radicale dissuasione dall'uso mezzo privato a vantaggio di un mezzo pubblico, anch'esso ad impatto zero sull'ambiente.
Il tessuto economico : La città che aspira ad essere presa ad esempio nel concetto di smart city, non può prescindere dal porre in essere una rete economica che preveda il privilegiare della produzione dei prodotti locali, essendo questi maggiormente economici e rispondenti alle esigenze dei cittadini. A questo, non va certamente dimenticato il bisogno di attività produttive e quindi commerciali e di trasporto che formano il tessuto economico e danno lavoro e benessere al cittadino.
 A questa rete non deve mancare l'attenzione che merita l'artigianato locale che con le sue, anche contraddittorie esigenze, sia però in grado di poter valorizzare e il prodotto offerto e la sua professionalità.  Attività che sviluppandosi nel mestiere svolto, siano a loro volta fonte di lavoro e benessere nel tramandare il mestiere e la professionalità. Nuove modalità e nuovi scopi e mezzi ( anche informatici ) per migliorare ed affinare la professionalità artigianale, rendono l'artigianato una opportunità da tramandare nel tempo.
Il supporto informatico acquisisce nel tessuto economico una importanza vitale e determinante, sistemi di comunicazione,  gestione e controllo, di sicurezza attiva e passiva, divengono vitali e imprescindibili dalla costruzione di aree produttive che per logistica e fruibilità, unita ad una attenta e sentita manutenzione della stessa, siano luogo di gestazione e proposta allettante perché realtà industriali, commerciali ed artigianali decidano di stabilirsi in essa e produrre lavoro e benessere in tutta l'area geografica di competenza. 
Anche questo concetto di tessuto economico che seppur in maniera complessa si amalgama e si sviluppa negli spazi periferici della città e nel contempo è area industriale – artigianale – commerciale è spazio brulicante di vita quotidiana e varia,  con esigenze e bisogni da soddisfare, diviene sistema quando esso, per le sue caratteristiche intrinseche, è di fatto ripetibile in altre aree.
Tenore di vita: l'uomo per sua natura tende a stabilire la sua dimora la dove trova le condizioni per una vita che dia benessere, realizzazione di aspirazioni, sicurezza fisica ed economica. Speranza e certezze per il futuro per procreare ed allevare la propria prole. Non ha nessuna importanza se queste condizioni sono realizzabili in campagna piuttosto che in città, ciò che conta è che vi siano. Premesso questo, è compito dell'uomo agire affinché il luogo scelto, possa corrispondere ai criteri voluti e risponda alle esigenze espresse.
Per questo nasce l'esigenza di un rifugio sicuro ( casa, quartiere, città, provincia, ecc.) di un luogo in cui vivere e coltivare il proprio benessere (servizi, attività professionali, lavoro) ed in cui allevare la prole ( scuole, università, biblioteche, offerte culturali ed artistiche, teatrali e di svago) e preservare la salute propria ed degli altri( sanità, assistenza, cure e prevenzione).
Ecco che si delinea un complesso di sistemi che utilizzando come base l'informazione, elettronica e non, si amalgamano e si intrecciano fra di loro poiché le necessità degli uni sono offerta degli altri e tutti sono finalizzati al benessere generale. Non vi è benessere se nel cercare il proprio non ci si spende per quello degli altri. Si vive nelle comunità ed è la comunità che persegue il bene primario ed accessibile a tutti e a tutti è consentito diversificare ed arricchire nell'alveo di quello generale.
Il filo conduttore è la ricerca di un tenore di vita che garantisca un benessere duraturo e migliorabile nel tempo, mantenendo costante la varietà e la diversità che contraddistingue ogni persona nella sua diversità.
Governo:  a pensare bene, al pronunciare del termine governance, il pensiero corre alla esperienza della nazione Irlandese, dove han fatto di necessità virtù e si sono inventati un nuovo modo di governare il paese ma in particolare le città che han fatto da terreno incubatore per un nuovo concetto di democrazia governativa, quella detta democrazia partecipata. Ma in cosa consiste questo nuovo concetto? Esso infatti si basa su di una continua e dinamica consultazione che attraverso Internet permette al cittadino di essere al tempo stesso decisore del beneficio che riceve dalla decisione presa a maggioranza. Dunque, un ribaltamento del metodo che fino ad oggi basava la sua esistenza sulle decisione che i rappresentanti eletti prendevano per il popolo che sovrano, demanda ai suoi rappresentanti, tale facoltà decisorie.
 Questo modo di agire, ha fatto da pilota, tant'è che numerosi sono i movimenti che ne sono derivati e si promuovono nella speranza di realizzare tale tipo di democrazia, viste le aspettative di principio e pratiche che ne derivano, al di la degli effetti collaterali che un modo di agire in tale forma si porta dietro in specie nel prendere decisioni che per loro natura prevedono una tempestività che non è consentita in questa forma democratica partecipata.
Così come,  la necessità di dover comunque sottoporre le leggi e le decisioni da prendere alla valutazione generale, inevitabilmente crea una serie di problematiche di azione e decisione, che in qualche modo contraddicono l'essenza stessa della nuova forma democratica ed inficiano la sua validità almeno in parte, fermo restando la sua non sottovalutabile azione di partecipazione ed aggregazione, che va in ogni caso sostenuta e incoraggiata.
Ma allora quale alternativa ad una politica che ha mostrato l'osso e che ha di fatto allontanato il cittadino dalla cosa pubblica e da una politica attiva e partecipata ? Certamente non è cosa da poco, e pur prendendo atto dei margini ristretti in cui si è indotti ad operare, ci rendiamo conto della enorme necessità di una classe politica che sia specchio e trasparenza nel suo operato e nella sua condotta, per poter operare nella piena fiducia dei cittadini che devono essere forniti degli strumenti necessari per poter giudicare e valutare e controllare l'operato dei propri rappresentanti.
In questa ottica che l'azione del popolo va guidata verso una presa di coscienza degli strumenti che già di uso comune (computer – palmari, ecc.) permettono di fatto, poter disporre di strumenti di controllo e prevenzione determinanti, per definire l'operato dei propri rappresentanti.
Strumenti che uniti alla capillare informazione obbligata, per chi vuole fare politica nei confronti dei suoi elettori, permettono di avere una conoscenza completa delle leggi e delle delibere e delle disposizioni che prese in ambito locale, definiscono le azioni modificatrici e incisive per il tessuto urbano in cui si vive.
Osserviamo che in questo contesto, il cittadino è obbiettivamente posto in condizioni di poter incisivamente intervenire con la partecipazione consultiva a monte delle decisioni e per questo essere parte attiva nelle proposte che il suo rappresentante va a proporre e porre a confronto con altri rappresentanti eletti dal popolo.
Osserviamo anche che effettivamente, si viene a porre in essere un canale privilegiato, fra chi elegge e chi viene eletto, in quanto tale canale è fortemente incentivato in entrambi i sensi di marcia. Da un lato perché rafforza e sostiene il senso di rappresentanza delegato al politico eletto e dall'altro, è il popolo che si mobilita in quanto sostenuto dalla speranza di vedere esaudite le proposte che sono state oggetto di discussione ed approvazione generale.
 Conclusioni ?
Ma Novi, pur con le considerazioni sopra esposte, è veramente in grado di essere valutata come una potenziale Smart City ?  Pensiamola come un laboratorio in cui sperimentare applicazioni multimediali, dove con spregiudicata e avveniristica previsione, potessimo vedere realizzata una Smart Street ( Strada tecnologica) in cui vedere applicate di fatto la gestione dell'illuminazione autonoma ( led con pannelli solari), cartelli parlanti  in grado di essere letti dai computer delle macchine,  Pannelli che dialogano con la gente e con le centrali dei trasporti pubblici, dando in tempo reale la densità di traffico e segnalando eventuali ingressi di auto non a norma nella via.
Che suggeriscono le proposte dei cinema e delle promozioni, del tempo e delle notizie utili (ed Inutili …)
Case che sappiano orientare i pannelli che assorbono energia dal sole ed alimentano l'illuminazione interna ed esterna ad esse. Del sistema di riscaldamento e condizionamento che si autoregola in funzione delle previsioni del tempo e trae energia dal sole … Case che fanno sistema insieme alla strada che formano con la loro presenza e la strada che le collega una all'altra… ecc. ecc.
Certo è un futuro che è di la da venire, ma che è fattibile fin da ora se solo lo volessimo e se chi amministra si orienta in tal senso. Per la cronaca, al forum di Milano di giugno-luglio, in preparazione dell'expo 2015 si parlerà di questo ed altro.
Dunque non solo fantascienza ma fattibili applicazioni che sono già realtà alla portata di vuole e crede in questo futuro.
Grazie per avere letto e per averti fatto per un attimo sognare su di una realtà così vicina e pur così lontana da chi non crede che si può e si deve fare per una Novi Nuova e moderna nel solco della tradizione che ci dice che già duemila anni fa si pensava a città da vivere ……
Mario Summa

Nessun commento:

Lo stato dell'arte dell’Artigianato di Novi Ligure …..

          A guardare gli annali delle manifestazioni novesi, ve né una che tutta dedicata per l'artigianato del novese, sembra far ...